dicono di me

 L' Arte percettiva di Andrea Guidarelli

di Gianni Mazzarella

 

Se dico che Andrea Guidarelli trova lo spunto pittorico nella natura non credo di osare troppo perché egli elabora i suoi dipinti in un amalgama di materiali e colori che confluiscono in giocose creazioni cromatiche come accade in natura.

E queste creazioni passano attraverso il pennello, le spatole, i legni ed altri strumenti, alla bisogna alternativi tra loro, finanche con le mani e più volentieri con quelle, e creano un supporto di diretto legame con l’opera in esecuzione.

Perciò, non si tratta di riempire tele o altri supporti con materiali vari, ma sapientemente elaborare un substrato pittorico da cui far nascere una sensibilità percettiva in un asse congiunto tra artista e fruitore

Il concetto che precede è la sintesi di un’alchimia operativa e cromatica che non trova sempre spazi appropriati nella comprensione stilistica ma il cui cimentarsi richiede estrema perizia. Mentre la forma si ritiene tale perché è caratterizzante di sé stessa, l’astrazione, invece, caratterizza una non forma, ossia un agglomerato di materie e colori atti ad essere percepiti.

L’esito finale di ogni sua opera è la manifestazione simbolica degli elementi primordiali che si mescolano e  interagiscono tra loro dando luogo a definizioni che noi non sempre percepiamo visivamente ma che possiamo immaginare spaziando con la fantasia e lavorando alacremente con i nostri sensi. Materie e colori che richiamano il pensiero dei primi antichi filosofi greci che ritenevano l’aria, l’acqua, la terra ed il fuoco  elementi all’origine di tutto.

Le forme ed i colori delle nostre terre e del nostro territorio, anche artefatti dall’uomo, e quelli della natura  rivivono nelle opere di Guidarelli che riesce a dare un senso a queste elaborazioni materiche e cromatiche che non si scindono da ciò che ci circonda.

Ma attenzione! Non sono copia del nostro mondo bensì il giusto contrappunto tra l’essere e la materia, tra lo spirito e l’uomo, tra magnetismo e natura.

Binomi inscindibili di atti creativi che definiscono i contorni di un’arte percettiva intesa quale esito di interazione tra l’artista e l’ambiente nella modulazione di esperienze personali  accomodanti.

Quindi una costante ricerca artistica che cammina lungo la via della sperimentazione, all’inizio anche figurativa in un’ottica accademica di principio, e in una visione binaria del passato e del presente per niente esclusiva di un’arte che potrà giungere, auspico, a risultati di rilievo. 

La tela come momento di espressione del proprio essere.

di Samanta Chiarugi


Dalle prime tele informali, in cui faceva da padrone il colore come amalgama da plasmare, colare e graffiare, da contrastare e confondere con carte e terre, il tutto nell’intento di incanalare l’emozione del momento, Andrea Guidarelli passa ad un arte con un uso più riflessivo della materia. Campiture disomogenee e luminose fanno da sfondo a corposi stralci di colore. Appare nei suoi dipinti il gesto della pennellata, che si fa evidente e piena, diventa tratto e segno.

Non di semplice uso di pennello però si parla, ma di una pennallata meno consueta ottenuta con l’uso di strisce di tela colorata. Stralci di tela che si compongono sul quadro come abili e veloci gesti di pennello in perfetta armonia con il sentimento espresso. Materia modellata con manualità sapiente e laboriosa, ma che non si lascia ostacolare nel divenire segno fluido e istintivo.

Una spontaneità ed un uso non banale dei materiali che ha sempre fatto da filo conduttore nelle opere di Andrea Guidarelli, che come lui stesso ama ricordare, segue l’insegnamento del grande artista Alberto Burri. In esposizione da Sabato 21 Aprile fino a Sabato 2 Giugno potrete ammirare quadri di piccole e grandi dimensioni, fino ad arrivare alle tanto amate dal pittore, oversize di 200 x 100.

 fabrizio b.

 

Ciao mio grande amico, da tanti anni ci conosciamo, quasi un’intera vita passata insieme e, da tanti anni vi partecipiamo a renderla unica ed entusiasmante; abbiamo passato momenti belli ed altri da dimenticare, ma insieme siamo riusciti a trarne profitto e a continuare ad essere sempre più legati. Questa però non è certo la lettera che scrivo ad un amico ma un mio pensiero di come oggi, dopo anni di studio e cambiamenti vari, la tua pittura sia mutata ed evoluta.

Non posso non ricordare quei fine anni ’90, quando tutto ebbe inizio, dove sotto l’influenza del grande Maestro Modigliani, ti sei affacciato a questo mondo, eravamo insieme, incoraggiati a vicenda. Gli anni del “Rotonda” a Livorno, sono stati il trampolino di lancio; la tua pittura era ricca di soggetti metafisici, rappresentavi una realtà quasi visionaria con rigide linee e spazi ora scuri, ora molto luminosi, chissà forse a rappresentare un conflitto tutto tuo. Oggi dai soggetti metafisici del tempo sei giunto con dedizione e pazienza, ad un’astrattismo pittorico di grande rispetto e, dalle piccole tele di all'ora che ti contraddistinguevano, oggi sono i grandi supporti quelli che più ti rappresentano. La tua identità pittorica ora sta in quel gesto libero, elemento costitutivo della tua espressività,  davanti alla tela niente ti intimorisce, ed una forza prepotente ma al tempo stesso tranquilla e a tratti rilassante, costituiscono le caratteristiche essenziali della tua arte, delle tue opere.

Credo di essermi fatto prendere la mano, ma mai ti ho detto quello che pensavo della tua arte... certo è che non ne hai bisogno.

Sei grande, continua così, un abbraccio.

 

                                                  Fabrizio B.

 

 

La pittura di Andrea Guidarelli

di (l.c)

 

Andrea Guidarelli nasce a Livorno nel 1978, sia fisicamente che artisticamente, poichè per diversi anni, partecipa alla mostra "Premio Rotonda" affiancando gli esponenti più in vista della vita artistica della città.

Si diploma al Liceo Artistico di Lucca, dove impara ad usare in modo corretto le tecniche del disegno e della pittura.

Nella prima fase della sua produzione artistica, il disegno non si distacca di molto dalla realtà, anzi da essa prende spunto.

Il suo tratto è molto spontaneo, sia adoperi penna o lapis, trasmettendo un senso di fresca immediatezza.

Per quanto riguarda la sua prima fase pittorica, ha invece dimostrato una certa attenzione verso le opere di Modigliani, da cui ha tratto talvolta spunto.

Mano a mano la sua pittura si è evoluta, fino ad arrivare in questo momento a prediligere sempre di più una pittura astratta che gli permette di realizzare grandi tavole a tema, eseguite con tecniche miste che tanto gli sono congeniali e gli permettono di adoperare materiali e colori dai più tradizionali, quali olio e tempere, fino ad arrivare alle terre miste a collanti, sabbie ed altro che riesce sapientemente a sposare nelle sue tele.